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domenica 27 settembre 2009

IL RITRACCIAMENTO GETTA LE BASI PER UN ULTERIORE ALLUNGO??


Il calo dei titoli di stato , fino a rendimenti oramai prossimi allo zero, lascia poche alternative al risparmiatore. Ne deriva un sensibile adeguamento al rialzo della propria propensione al rischio; c'è chi, alla ricerca di rendimenti meno penalizzanti, si rivolge alle obbligazioni corporate  emesse da aziende  che, in difficoltà a reperire liquidità attraverso i canali bancari, offrono rendimenti interessanti ; chi alle obbligazioni dei paesi emergenti e chi, in alternativa privilegia il mercato azionario ; con queste premesse e fino a che i tassi resteranno bassi per consentire all'economia di riprendersi, a discapito delle finanze pubbliche che in caso di un aumento repentino di tassi e a fronte di un livello basso d'inflazione, si troverebbero a fronteggiare problemi di non poca entità, si può agevolmente prevedere che le sorti del mercato azionario, fra storni fisiologici e periodi di lateralità, sia destinato quanto meno a mantenere i livelli attuali e con maggiore probabilità a crescere nei prossimi mesi.
Per quanto concerne l'aspetto tecnico, a 22500 passa la kijun-sen che dovrebbe far da supporto allo storno in atto, livello la cui tenuta potrebbe rappresentare un ottima opportunità di consolidamento e gettare le basi per la formazioni di nuovi massimi.

lunedì 31 agosto 2009

LA ROTAZIONE SETTORIALE FAVORISCE LA CONTINUAZIONE DEL MOVIMENTO DI RECUPERO .


Grazie alla rotazione settoriale e all'entrata di nuovi investitori che probabilmente saggiano il mercato con piccoli acquisti, il mercato mantiene le posizioni e dopo una fase di rallentamento a questo punto auspicabile, ha tutte le carte in regola per continuare la fase di ascesa. Discese verso i 21900 di indice SPMIB sarebbero fisiologiche e rappresenterebbero decisamente un ottima opportunità di acquisto.

domenica 15 febbraio 2009

E' DIFFUSA ORMAI LA CONVINZIONE CHE LA RECESSIONE NON FINIRA' NEL 2009.





La settimana appena conclusa è stata caratterizzata da un forte scetticismo sull'efficacia del piano messo a punto dal governo americano per risolvere o quanto meno mitigare gli effetti della forte crisi economica; il Presidente Obama si appresta domani a firmare il piano di stimoli da 787 miliardi di dollari e sarà chiamato a darne maggiori dettagli; le borse intanto non riescono a trovare appigli concreti per poter imbastire un serio tentativo di rimbalzo che quanto meno li possa allontanare dai minimi di novembre scorso,ormai sempre più vicini. Anche se nel complesso si registra un lieve miglioramento delle condizioni monetarie e del credito, i timori principali riguardano i dubbi circa la durata della recessione e c'è chi è sempre più convinto, che data la severità della situazione economica mondiale, possa imperversare durante tutto il 2009.
Dal punto di vista grafico i principali indici europei stanno disegnando dei triangoli che non danno molti elementi di certezza; molti sono i dubbi circa il loro inserimento tra le figure di continuazione o di inversione; nella maggior parte dei casi, rappresentano una fase di consolidamento e costituiscono, quindi, la base per la continuazione del trend principale.

domenica 8 febbraio 2009

LA SETTIMANA SARA' INFLUENZATA DALLE DECISIONI DI WASHINGTON.



Gli occhi degli investitori saranno puntati su Washington e sui due appuntamenti più importanti in agenda: in particolare le modalità di utilizzo dei residui 350 miliardi del piano di salvataggio del sistema finanziario( la cosiddetta TARP, cioè il Troubled Asset Relief Program) che il segretario di stato Tim Geithner illustrerà lunedì pomeriggio e il piano di stimoli economici da 900 miliardi al vaglio del Senato. La TARP dovrebbe prevedere il ricorso a nuovi finanziamenti alle banche e alla creazione della bad bank, cioè una banca che rileverebbe tutte gli asset tossici escludendoli quindi dal bilancio; ciò permetterebbe alle banche di poter nuovamente finanziare l'economia. Una delle critiche più aspre all'amministrazione Bush ha riguardato proprio l'eccessiva valutazione dei cosiddetti asset tossici e fra le ipotesi ci sarebbe quella di sospendere la regola contabile che prevede la valorizzazione degli asset a valori "mark to market", consentendo così al governo di acquistarli ad un prezzo decisamente più basso. E' a questo riguardo molto probabile che a Obama non basteranno i 350 miliardi rimasti per poter risanare il sistema finanziario e che si accingerà a chiedere cifre che andranno vicino ai mille miliardi di dollari; si può affermare che non sarà una settimana tranquilla per il Presidente in carica e che non sarà facile trovare il consenso in senato dei repubblicani e non è da escludere che non troverà neppure quello di tutti i democratici.
In attesa degli eventi da oltre oceano, c'è da sottolineare che dal punto di vista grafico, il superamento dell'entry level dell'1-2-3 low di Joe Ross a 18.500, consentirebbe un allungo che però dovrà fare i conti con la cloud, il cui primo livello di resistenza è al momento posto a circa 19200. Per quanto concerne il dax, invece, l'entry level dell'1-2-3 di Joe Ross era posizionata a circa 4540 , superato nella sessione di venerdì.

sabato 31 gennaio 2009

INDICE SPMIB40: TIMIDI TENTATIVI DI RIMBALZO.




Pur fra innumerevoli incertezze, i mercati azionari sono riusciti a trovare la forza di reagire chiudendo la settimana all'insegna della positività; in linea con gli altri principali mercati , l'indice SMIB40 ha chiuso la settimana in positivo, sovraperformando addirittura, nella seduta di venerdì, gli altri mercati europei; il risultato settimanale per Piazza affari è del 3,76% .
Se non ci saranno ulteriori notizie negative o eventi esogeni, sembra realistico attendersi un movimento laterale nella fascia compresa fra 17000 e 21000; il livello intermedio da monitorare, al rialzo, resta fissato a 18850 mentre al ribasso, a 17650; questi livelli rappresentano il confine oltre il quale il movimento rispettivamente, rialzista o ribassista, potrà subire un accellerazione.

domenica 18 gennaio 2009

VOLATILITA' ED INCERTEZZA: GRANDI OPPORTUNITA' PER CHI SAPRA' SFRUTTARLE.



Volatitilità ed incertezza saranno il leit motiv che caratterizzerà il mercato azionario nel nuovo anno; i violenti strappi dei prezzi oltre ai rischi porteranno grandi opportunità per chi saprà sfruttarle; non è un mercato adatto per chi ama un trading tranquillo, e neppure per chi ha un approccio meramente dilettantistico.
La settimana appena conclusasi, con gli operatori ormai ritornati in piena attività dopo la pausa natalizia, ha dimostrato semmai ce ne fosse stato bisogno, che fino a quando i dati macro non mostreranno segnali di miglioramento, il mercato continuerà la sua fase di trading range e nessuna ipotesi al momento è da escludere; la permanenza al disopra dei 18.000 punti dell'indice SPMIB40 e al disopra dei 14.000 dell'indice Mibtel rendono sempre più realistica la possibilità di un rimbalzo; una rottura di quei livelli, al contrario, aprirà la porta a dolorosi approfondimenti della discesa; domani molto probabilmente ci saranno volumi modesti per la chiusura di Wall Street per la festività dedicata a Martin Luther King ; poi le attese e gli occhi del mondo saranno concentrati sull'insediamento, martedì, del nuovo Presidente Obama; forti sono le aspettative su questo cambio ai vertici statunitensi, e mi auguro vivamente che dai sogni si passerà subito ai fatti concreti, individuando in anticipo e con professionalità i settori dove intervenire.Un pensiero va sicuramente dedicato a quanti hanno perso o perderanno la casa a causa delle alchimie finanziarie dei grandi gruppi bancari; un intervento mirato a salvaguardare la permanenza dei cittadini nelle proprie case avrebbe probabilmente un esito decisamente positivo per la soluzione della grave crisi che oltre che le istituzioni finanziarie, colpisce in maniera inusitatamente forte il cittadino comune; ma mentre le prime vengono salvate a colpi di miliardi di dollari pur essendone i principali responsabili , i secondi si trovano a vivere la grande tragedia della perdita della propria casa. E' innegabile però che fino a quando le cose per le banche non miglioreranno, sarà difficile ipotizzare una stabilizzazione dei mercati azionari e allora la strada del risanamento dovrà per forza passare attraverso la stabilizzazione del sistema finanziario.

domenica 14 dicembre 2008

INDICE SPMIB: IMPERTERRITO, CONTINUA IL TRADING RANGE.


Dopo la bear trap dell'8 dicembre scorso, quando la rottura dei minimi lasciava intravedere la possibilità di un affondo ancora più profondo del mercato, il rimbalzo che ne è seguito ha riportato l'indice nell'ambito del trading range che si protraeva dal 20 novembre scorso. La prossima settimana sarà l'ultima intera di questo anno horribilis che finirà negli annali storici. Affermare che le valutazioni attuali delle azioni scontino già le aspettative di una forte recessione, sicuramente peggiore di quanto si potesse immaginare, non implica necessariamente la volontà da parte degli investitori di rientrare in maniera consistente nel mercato. Il valore degli indici mondiali si è dimezzato nell'ultimo anno e la settimana appena conclusa ha avuto sotto i riflettori la delicata situazione del settore automobilistico americano in forte necessità di liquidità per evitare il default; la mancanza dell'appoggio necessario in senato per sostenere GM, Ford e Chrysler ha innescato pesanti vendite sui mercati azionari; la chiusura delle principali aziende manufatturiere americane avrebbe conseguenze catastrofiche sulla già traballante situazione economica globale (http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a6eGk_t1Tin0&refer=home) E' ormai scontata la decisione della Fed di ritoccare ancora una volta al ribasso il costo del denaro, il decimo taglio a partire dal 2007.
Tornando alla considerazioni di tipo tecnico, la chiusura sopra i 19000 favorirà nella prossima settimana un immediata ripresa degli acquisti con obiettivo il forte livello posto a 20.000

martedì 2 dicembre 2008

INDICE SPMIB40: ALL'ENNESIMO TEST DEI MINIMI POTREBBE SEGUIRE UNA FASE DI RELATIVA TRANQUILLITA'.


Dopo la debacle di ieri, l'indice Spmib40 ha mostrato grande reattività dopo aver testato per la terza volta l'area compresa fra i 18200 e 18500. La situazione rimane sempre appesa ad un filo e sempre in prossimità di supporti importanti che in caso di rottura potrebbero determinare la creazione di nuovi minimi. Non essendoci finora chiari segnali di inversione di tendenza, ma contando su uno scenario moderatamente positivo per i prossimi mesi, la soluzione più volte suggerita di intervenire in acquisto, facendo ricorso in questa fase allo strumento degli etf, rimane sempre valida; l'accumulo sistematico in quote di etf, porterà sicuramente a dei risultati nell'arco di 6-12 mesi e come ho più volte sottolineato, l'unica accortenza da seguire è quella di non superare la quota destinata al settore azionario, nell'ambito di una ottimale diversificazione, ed avere la possibilità di attendere almeno 6-12 mesi prima dell'eventuale utilizzo di quelle somme. Nei prossimi post, tratterò in maniera più specifica degli etf descrivendone le caratteristiche ed analizzando il portafoglio titoli di un etf che investe sulmercato italiano.
La prosecuzione del rimbalzo sarà favorita dal superamento di quota 20800 oltre la quale c'è da attendersi una sostanziale stabilizzazione della volatilità; il superamento di quel livello non escluderebbe la possibilità di un ritorno sui 23500 dove la battaglia fra gli orsi e i tori diventerebbe altamente cruenta.

domenica 30 novembre 2008

INDICE SPMIB40: LA TENDENZA DI FONDO RIMANE RIBASSISTA MA NON SI ESCLUDE UNA FASE DI MOMENTANEA RIPRESA.






E' a partire dall'anno 2000 che ci stiamo abituando allo scoppio di bolle economiche le più svariate; la bolla dei tecnologici nel 2000 partiva del presupposto che i titoli non dovevano essere valutati per i risultati presenti ma per le enormi potenzialità future e che quindi a prescindere dal price earning, le quotazioni non potevano che salire senza alcun rapporto con la realtà; sappiamo bene com'è andata a finire e c'è chi si lecca ancora le ferite di quella pazzia collettiva finita in tragedia; con il calo dei tassi poi è toccato agli immobili e poi quella devastante delle materie prime; l'aumento vertiginoso della farina ha contribuito ad acuire le forti differenze fra chi si alza da tavola con un pericoloso surplus calorico e chi invece lotta contro i malesseri derivanti dalla mal nutrizione; infine qualche settimana fa sembrava che all'improvviso si fossero prosciugati i pozzi di petrolio con le quotazioni prossime ai 150 dollari; le analisi delle principali case d'investimento non facevano che rafforzare la tesi di un prezzo del petrolio ancora più caro dei massimi raggiunti in ques'anno ; in poche settimane, però, il prezzo del barile è arrivato vicino 50 dollari e non è da escludere che nelle prossime settimane il prezzo del barile possa scendere addirittura sotto i 40 dollari; stendo un velo pietoso su quanto il sistema bancario sia riuscito ad architettare in preda all'ossessione dei profitti sempre più alti: la corsa all'oro di pochi, la cupidigia del guadagno e la convinzione di poter essere in grado di poter battere sempre e comunque il mercato, ha contribuito all'impoverimento di milioni di persone. E' giunto il momento di mettere al centro della scienza economica il suo principale protagonista: l'uomo : un percorso etico, sostenibile , deve poter considerare l'economia uno strumento utile per il progresso dell'uomo, per il suo benessere e soprattutto per la sua tranquillità; il concetto di tranquillità fa subito venire in mente il calvario di migliaia di persone alle prese con l'euribor; è inconciliabile ed inaccettabile il binomio acquisto casa (bene rifugio e di primaria importanza) e l'utilizzo di parametri finanziari altamente speculativi per raggiungere quel fine.
Per quanto concerne l'aspetto tecnico, si vede chiaramente dal grafico che dopo un doppio minimo(stessa configurazione del Dax , del Footsie e dell'Ibex)) seppure non perfetto, l'indice ha tentato il rimbalzo ma c'è ancora tanta strada da fare prima di considerarsi fuori pericolo; nel breve è determinante il superamento dei 20.800 punti , oltre i quali ci sarebbe il tentativo legittimo di superare la parte superiore di questo potenziale trading range che si colloca ppunto nei presi dei 23.500. Va ancora una volta ribadito che c'è stato un allentamento della pressione delle vendite ma ancora non è possibile parlare di ripresa tout court; siamo prossimi ad un periodo dell'anno che statisticamente non dovrebbe essere caratterizzato da forti discese e anche se non ci sarà il classico rally natalizio, si auspica almeno un trading range non eccessivamente ampio. E' consigliabile continuare l'accumulo in etf azionari sempre tenendo ben presente la propria propensione al rischio e senza sbilanciare in maniera eccessiva il prorpio protafolgio ma tenendo ben in mente le giuste proporzioni da riservare all'investimento azionario.

domenica 16 novembre 2008

INDICE SPMIB40: IL PEGGIO E' ALLE SPALLE???


La volatilità non accenna a diminuire ma anzi regna sovrana e contruibuisce ad aumentare il clima d'incertezza; un elemento positivo che va sottolineato è che le vendite si sono concentrate su particolari titoli e settori senza prendere di mira l'intero listino (i telefonici e le utilities per esempio stanno mostrando una certa forza relativa); il mercato ha ormai chiara la situazione finanziaria ed economica che si andrà profilando nei prossimi mesi ed è pronto per il peggio; l'unica sorpresa quindi potrebbe essere l'arrivo di buone notizie . La recessione probabilmente colpirà il nostro paese in misura maggiore rispetto agli altri paesi e per il 2009 le previsioni non lasciano sperare in niente di buono; la crisi finanziaria ha pesantemente contagiato l'economia reale e ci vorranno molti mesi prima di un miglioramento.
A livello tecnico sembra che si sia delineata una fascia di trading che va parte da 20.000 e trova forte resistenza a 23500; si nota, inoltre, la formazione di un potenziale 1-2-3 low di Joe Ross che al disopra dei 23500 darebbe un segnale di acquisto.

domenica 9 novembre 2008

INDICE SPMIB40: FRA 21.000 E 23.000 SI DECIDERANNO LE SORTI DEL MERCATO.


La trafila di notizie negative non accenna a diminuire; il crollo del settore immobiliare, la crisi finanziaria e la conseguente recessione hanno determinato un netto rallentamento della spesa per consumi; il settore automobilistico sempre più in difficoltà spera in un ennesimo intervento pubblico per evitare il tracollo; in sintesi il quadro macroeconomico americano sta sempre più peggiorando e le ripercussioni sui mercati globali non tarderanno a farsi sentire. Infine la situazione del mercato del lavoro diventa sempre più critica ; nel solo mese di ottobre sono stati persi circa 240.000 posti di lavoro e da inizio anno ormai i posti persi sono circa 1,2 milioni. Intanto la Cina, quarta economia al mondo e fra i più grandi protagonisti dell'espansione globale, ha deciso un piano di stimoli economici di circa 586 miliardi di dollari; lo stanziamento, equivalente a circa un quinto del prodotto interno lordo, sarà usato entro il 2010 per sostenere l'economia.
Tornando al nostro indice più rappresentativo, sembra che i minimi di ottobre possano reggere e quindi la probabilità di un recupero delle quotazioni è ancora molto alta. Come anticipato in qualche post precedente, la resistenza dinamica a 23000 poteva rappresentare un potenziale ostacolo al rafforzamento dell'indice e difatti le quotazioni non si sono spinte molto di più rispetto a quel valore; le aspettative nel breve si concretizzeranno al rialzo, al superamento di 23.000 mentre al ribasso, sembra ormai che il livello dei 21.000 possa rappresentare un valido supporto. Il mercato è ancora in una fase molto delicata e i possibili sviluppi futuri non sono facilmente delineabili; siamo in mezzo al guado e a metà strada fra la ripresa iniziata a fine ottobre che dovrà essere confermata e non molto lontano dai minimi, la cui rottura porterebbe ad ulteriori flessioni.

domenica 2 novembre 2008

INDICE SPMIB40: L'ULTIMA SETTIMANA DEL MESE ALL'INSEGNA DELLA POSITIVITA'.


Si conclude bene l'ultima settimana del mese anche grazie alla forte situazione d'ipervenduto; ma oltre ciò, sembra che fra gli operatori stia tornando un certo ottimismo anche in considerazione del fatto che la settimana prossima oltre al probabile taglio dei tassi d'interesse, ci saranno le elezioni presidenziali, il cui esito sarà fondamentale per poter comprendere che tipo di provvedimenti saranno messi in campo, per risolvere la crisi più difficile a partire dal dopoguerra.
La recessione che probabilmente stiamo già vivendo comporterà un profondo cambio delle nostre abitudini che finiranno inevitabilmente per peggiorare la situazione economica globale; la paura della recessione ci spinge a consumare meno e a risparmiare di più e a giudizio di John Maynard Keynes una diminuzione dei consumi non fa altro che allungare il periodo della recessione; ma l'aumento della propensione al risparmio generalmente comporta anche alcuni benefici tra cui l'abbassamento dei tassi d'interesse che finiranno per incoraggiare nuovi investimenti.
A livello grafico, il consolidamento al disopra dei 20500 lascia ben sperare per le prossime sedute e il rimbalzo sembra destinato a proseguire almeno fino a 23.000. E' molto probabile assistere a questo punto a prese di beneficio e allora sarà importante che il movimento correttivo non riporti l'indice al disotto dei 20500.

mercoledì 29 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: IL FORTE RIALZO FA RAGGIUNGERE IN GIORNATA I 20500 . PROBABILI ULTERIORI ALLUNGHI.


Il primo livello di resistenza che indicavo in 20500 è stato quasi raggiunto durante la giornata di oggi; il rialzo è stato forte e un po tutte le blue chips vi hanno concorso anche se la parte del leone l'hanno fatta i petroliferi e i bancari. Il superamento in chiusura dei 20500 potrebbe anticipare una fase all'insegna della positività che potrebbe estendersi anche fino a 23.000. E' ovvio che la crisi finanziaria non è ancora finita e i riflessi sull'economia reale si faranno sentire con forza nei prossimi mesi ; il rallentamento dell'economia avrà effetti negativi sulla vita quotidiana dei cittadini finendo per aumentare l'incertezza e la disoccupazione. La volatilità probabilmente continuerà e al risparmiatore che intende iniziare ad accumulare una posizione azionaria è consigliabile che lo faccia utilizzando gli etf o i piani d'accumulo in fondi ; ciò gli eviterà di fronteggiare giornate altalenanti che finirebbero per minare la fiducia e creare ansia.

INDICE SPMIB40: ANCORA BEAR MARKET RALLIES. MA E' GIUNTO IL TEMPO DI PENSARE ALL'EQUITY.


Ancora un altro bear market rally degli indici americani come quello del 13 ottobre scorso, ha caratterizzato la seduta di ieri sera a Wall Street; l'auspicio è che a questi rallies possa seguire un periodo di consolidamento e soprattutto un calo della volatitlità tale da permettere il superamento delle forti resistenze che inevitabilmente si troveranno lungo il cammino del recupero.
E' il momento, come anticipato già in alcuni post precedenti di ricominciare a pensare all'equity senza esagerazioni e senza avidità; è il momento di confrontarsi con se stessi e capire realmente quale rischio si è disposti a correre e innanzitutto quali sono gli obiettivi dell'investimento; il portafoglio dovrà essere ben diversificato all'interno del quale non dovranno mancare titoli del debito pubblico ma anche obbligazioni corporate che presentano prezzi interessanti.
L'indice Spmib40 dovrà mostrare tutta la sua forza (che finora non si è vista) per poter superare la prima resistenza posta a 20500 e poter ambire a livelli più alti.

domenica 26 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: IN ATTESA DI SEGNALI DI INVERSIONE.



L'indice chiude la settimana con uno spinning top posizionandosi al di sotto dei minimi del 2000, del 2002 e del 2003 come si vede dal grafico mensile; l'elemento predominante di queste settimane è la forte volatilità tanto da portare il vix (vedi foto) su massimi storici; tentare in queste condizioni di anticipare i minimi senza dotarsi di uno stop loss adeguato equivale al suicidio; non ci sono mezze misure nella discesa: perdite al disopra del 5% e spesso anche del 10% oramai sono all'ordine del giorno; oltre al mercato azionario si registrano forti movimenti nel settore delle valute ; in circa 4 settimane il dollaro ha iniziato una fase di rafforzamento che lo ha portato a recuperare circa 30 figure nei confronti dell'euro pur con un differenziale di tassi a sfavore del dollaro e un deficit che cresce a dismisura; non va dimenticato il crollo della corona islandese e sopratutto l'indebolimento della sterlina contro l'euro e le altre valute più importanti.
Finora i provvedimenti presi dai governi e dalle banche centrali non hanno sortito gli effetti sperati; la mancanza di fiducia ed un panico diffuso indurranno le banche centrali ad ulteriori mosse e non è da escludere che i tassi americani possono scendere sotto l'1% o addirittura allo zero% nel caso in cui non ci sia un miglioramento del mercato azionario; diversa è la situazione della zona europea e dell'inghilterra; i tassi europei sono al 3,75% e quelli inglesi al 4,5; non è da escludere che possano essere abbassati i tassi già la settimana prossima in una mossa coordinata fcon la Fed e ch e poi Bce e BOI possano procedere con tagli addizionali nelle settimane successive. A questo punto sembra inutile entrare nel merito della validità dell'abbassamento dei tassi d'interesse ma in situazioni di crisi globale ogni tentativo va esperito per evitare il peggio. Si auspica che a questo punto vengano presi provvedimenti concreti per stimolare l'economia, consci che non ci si possa aspettare miracoli dalle disastrata situazione della finanza pubblica .

giovedì 23 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: ANCORA PAURA, DETERMINANTE LA TENUTA DEI MINIMI.


Il rimbalzo ha avuto vita breve ma l'ipotesi di un andamento laterale fra 20100 e 24100 rimane ancora valido ed il grafico sembra per ora testimoniarne la validità; il pericolo di vedere nuovi minimi rimane ancora alto e di nuovo il superamento dei 22050 in primis e di 24100 poi, rappresentano i livelli oltre i quali è legittimo aspettarsi un rafforzamento del quadro grafico. Come anticipato nei post precedenti , è giunta l'ora di monitorare i singoli titoli; in questo modo si avranno le idee chiare quando la volatilità inevitabilmnte calerà e il mercato darà i primi segnali inequivocabili di inversione.

domenica 19 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: IL TEST DEI MINIMI CORROBORA LA TESI DI UN EVOLUZIONE POSITIVA NELLE PROSSIME SETTIMANE.


Il doji del 14 ottobre scorso ha finito per portare i mercati quasi ai minimi dell'ultimo periodo; anche in quel caso la kijun sen ha anticipato la potenziale zona dove si sarebbe potuto fermare il forte movimento di recupero; nel breve il superamento dei 22100 è fattore determinante per una continuazione del recupero ma non si esclude una fase di consolidamento fra 20100 e 24100; l'impostazione grafica è ancora ampiamente ribassista e sicuramente non è il momento di lasciarsi prendere dall'euforia ma tenere sempre fermi i propri obiettivi senza dimenticare il proprio livello di rischio sopportabile; quindi senza strafare si può affermare che sia giunto il momento di iniziare a diminuire la liquidità in portafoglio tenendo conto della propria propensione al rischio e della giusta proporzione da riservare all'investimento azionario.

mercoledì 15 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: UN DOJI INDICA LA NECESSITA' DI UNA PAUSA AL RALLY.


Come anticipato nel post precedente , il rimbalzo aveva in prima battuta un target che poteva estendersi fino a 24500(massimo effettuato 24270), dove probabilmente i timori mai sopiti di un economia reale pesantemente influenzata dalla crisi finanziaria, avrebbe indotto i compratori ad una pausa di riflessione. Il doji di ieri non rappresenta un elemento di particolare pericolosità in quanto il mercato non proviene da un rally esteso nel tempo nè si trova in condizioni di forte ipercomprato; il suo valore di incertezza, di indecisione comunque resta valido. Per ora l'indice si è incastonato fra la tenkan sen e la kijun sen e ciò rafforza la fase di indecisione che caratterizza il mercato; al disopra dei 24300 le quotazioni avrebbero molto spazio di rivalutazione ed ogni operazione di investimento in titoli dovrebbe essere decisa al superamento di quel livello.

lunedì 13 ottobre 2008

IL RIMBALZO POTREBBE ESTENDERSI IN PRIMA BATTUTA SOPRA I 23.000



Come è possibile notare nel grafico mensile, le quotazioni si sono spinte poco sotto i minimi del 2002 e del 2003, creando le condizioni se rotti, per un affondo decisamente ancora più dirompente; che l'indice SPmib40 si fosse diretto verso quei minimi era quasi scontato in considerazione della gravità della situazione finanziaria globale di cui ancora non si conoscono i dati precisi; è ipotizzabile a questo punto che il rimbalzo possa in prima battuta portarsi a quota 23.000 e se superati potrebbero spingere l'indice sui 24.500. Un retest dei minimi nel caso non violati, rappresenterebbe un argomento in più a favore della tesi del rimbalzo.
In questa fase è necessaria ancora molta cautela, ma come sto ripetendo da qualche settimana è importante iniziare a prendere in considerazione, una volta calata la volatilità, titoli che ormai presentano prezzi interessanti.

mercoledì 8 ottobre 2008

INDICE SPMIB40: ATTESO IL RIMBALZO.


Considerati i forti livelli di ipervenduto, non si esclude nei prossimi giorni un forte rimbalzo che potrebbe estendersi alla settimana prossima quando ci saranno le scadenze tecniche; la mossa concertata da parte delle banche centrali era attesa ma non sarà la panacea di tutti i mali; i timori di nuovi fallimenti nel settore bancario d'oltreoceano, nonostante il piano da 700 miliardi orchestrato dal Tesoro, non si sono pacati. Una considerazione va fatta dopo gli impegni assunti da mezzo mondo a sostegno delle banche; la messa a disposzione di ingenti somme per paesi che hanno una finanza pubblica alquanto disastrata, e addirittura per socializzare perdite create da banchieri che fino a qualche settimana fa gridavano al vento che le banche, da loro gestite, erano in perfette condizioni; il salvataggio della compagnia di bandiera sempre attraverso la socializzazione delle perdite; il salvataggio del sistema sanitario di molte regioni che è ormai sull'orlo del collasso finanziario porta ad una sola considerazione: ma dove si prenderanno tutti questi soldi?? se non stampando nuova moneta che porterà l'inflazione a livelli mai visti e mettendo in seria difficoltà la stabilità finanziaria dei paesi interessati e contravvenendo al rigore dei parametri di Maastricht.
Il sistema bancario ancora una volta dopo le note vicende della Parmalat, dei bond argentini e dei vari my way venduti senza alcuno scrupolo etc, sta dimostrando non solo una completa incapacità nel fare il proprio mestiere ma fondamentalmente una incredibile strafottenza per il risparmio dei cittadini; le loro malefatte a differenza dell'imprenditore che per varie ragioni si trova in difficoltà, e che senza possibilità di appello è destinato a fallire, trova l'appoggio dei governi e la salvezza con il denaro della collettività; sembrerebbe quasi ora di finirla.
Un discorso a parte meritano le banche centrali che finalmente si sono decise ad intervenire sui tassi, e la considerazione non vale tanto per i paesi dove il livello dei tassi è già basso: i continui interventi sul mercato per dare liquidità al sistema sono senza dubbi necessari, ma con il petrolio in caduta libera ormai da settimane e con i consumi che tendono a calare vertiginosamente, era necessario aspettare così tanto per intervenire? Non era il caso di aiutare anche il consumatore , che è il principale protagonista della crescita dandogli la possibilità di indebitarsi ad un tasso più basso?? Gli interrogativi sono tanti ma le risposte non sempre sono esaurienti.
Dal punto di vista grafico, sul daily una high-wave line si candida come potenziale elemento di inversione di breve.