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martedì 3 marzo 2009

SP500: DECISIVA LA TENUTA DEI 700 PUNTI. IL VIX SEMBREREBBE ANTICIPARE UN BEAR MARKET RALLY .





























In simili condizioni di incertezza per il futuro e disaffezione per il mercato azionario, e con l'indice SP500 al disotto dei minimi di ottobre e novembre del 2008, ci si aspetterebbe che l'indice VIX si portasse su nuovi massimi determinando di conseguenza un aumento del costo delle opzioni per poter proteggere i propri asset; ma stranamente tutto ciò non si sta verificando e il VIX rimane in trading range nell'ambito di un rettangolo di consolidamento e addirittura circa 30 punti al disotto dei massimi dell'anno scorso. Non è facile comprendere la motivazione e le eventuali conseguenze che ne possono derivare, da tale circostanza; probabilmente le motivazioni sono molteplici; ma la prima valutazione che si potrebbe fare è che il mercato dia per scontato che le quotazioni dovranno inesorabilmente ridimensionarsi ; ma pur non essendo eccessivamente oneroso(o almeno costi di meno rispetto ad ottobre e novembre scorso) coprirsi tramite l'acquisto di put o la vendita di call, gli investitori non ritengono urgente la necessità di attuare una politica di copertura dei propri asset in quanto, anche in virtù del forte ipervenduto, ritengono molto probabile la possibilità di un rimbalzo e a quel punto i costi sostenuti per la copertura sarebbero decisamente mal spesi. Da qui deriva la conclusione che, in caso di tenuta del forte supporto a 700 dell'indice SP500, il mercato possa dar vita ad un periodo di consolidamento a cui segua un interessante bear market rally. E' chiaramente condivisibile l'opinione che ci si trovi di fronte ad una crisi eccezionalemente grave; proprio in considerazione di questo fatto, ogni tipo di analisi diventa ancora più complicata; l'unica certezza in fasi di mercato come questa, è salvaguardare il proprio capitale ; proprio in quest'ottica ho ritenuto opportuno nell'ultimo anno e mezzo non procedere all'analisi delle azioni per evitare che con l'aggravarsi della crisi, si potesse essere continuamente ostaggio degli stop loss; era evidente che l'economia si sarebbe avviata verso una fase di forte crisi anche se le dimensioni della stessa non erano del tutto immaginabili.

domenica 1 marzo 2009

S&P500: NEGLI ULTIMI DUE MESI PERDE IL 21%.




Banche, intermediari finanziari ed assicurazioni erano il settore più grande ed importante dell'indice S&P500 e ne rappresentavano, a partire dal 2002 fino ad aprile 2008, circa il 22% ; dai massimi del febbraio 2007 , l'indice settoriale dei finanziari ha perso circa il 78%, finendo ormai a rappresentare poco meno del 10% dell'indice SP500; nel solo 2008, il settore finanziario è crollato del 57%, un record storico dopo che le banche hanno registrato perdite che hanno superato di gran lunga i 1000 miliardi di dollari; basti solo ricordare che Citigroup e Bank of America, hanno perso più del 90% rispetto ai loro valori massimi e che Goldmann Sachs e Morgan Stanley hanno lasciato sul terreno più del 60%.

Il settore finanziario divenne l'industria più importante dell'indice SP500 nel febbraio 2002, sorpassando così il settore tecnologico, in seguito al crollo dell'indice tecnologico dopo i famosi massimi a 1527,46 del marzo 2000. Le industrie di computer e di software rappresentavano poco più del 34% dell'indice S&P500 e ora sono di nuovo il gruppo più grande rappresentandone circa il 17% ; le azioni del settore bancario misero a segno un rialzo del 22% nel 2006 ed ora hanno il minor peso relativo a partire dall'ottobre 1992.

Il nuovo anno non ha portato grosse novità e addirittura l'indice chiude i due primi mesi con una perdita superiore al 20%; siamo ai minimi degli ultimi 12 anni con una perdita, rispetto ai massimi storici,di circa il 50% ; senza dubbio perdite così importanti e con un livello di forte ipervenduto lasciano presagire che , prima o poi, il mercato possa correggere il persistente e continuo ridimensionamento e da più parti sta iniziando a diffondersi un certo ottimismo a favore di una fase positiva. Pur potendo sottoscrivere l'avvio di un imminente fase interlocutoria, preludio di una fase che corregga la forte discesa, resta determinante per l'indice S&P500 la tenuta della fascia compresa fra 680 e 650; al disotto di essa. la fiducia nel mercato azionario rischierebbe di essere definitivamente compromessa.


venerdì 20 febbraio 2009

INDICI AMERICANI: IN TENSIONE I SUPPORTI DI MEDIO TERMINE.



sabato 31 gennaio 2009

PEGGIOR GENNAIO IN ASSOLUTO PER DOW JONES E SP500.



Nel mese appena concluso sia il Dow Jones che l'SP500 hanno perso più dell'8%; è andata un po meglio al Nasdaq, ma non bisogna dimenticare che il 2008 è stato un anno da dimenticare per il settore tecnologico.
"As goes January, so goes the year" recita un motto molto diffuso; ma non sempre il mese di gennaio è il barometro dell'intero anno;lo rileva uno studio di Sam Stovall che ha cercato appunto , a partire dal 1945, la correllazione fra il mese e l'indice Sp500; dallo studio emerge che ogni qual volta l'indice Sp500 si è chiuso positivamente nel mese di gennaio, nell' 85% dei casi l'anno si è chiuso positivamente con un guadagno medio superiore all'11%; nel caso invece di perdita , solo nel 48% dei casi l'anno si è chiuso negativamente con una perdita media del 2,2%.
A livello grafico, entrambi gli indici si sono poggiati sulla parte bassa del triangolo che si è venuto a creare negli ultimi quattro mesi e la cui rottura metterebbe in serio pericolo i minimi di novembre scorso.

martedì 2 dicembre 2008

MERCATI AZIONARI MONDIALI: PEGGIORI CHIUSURE GIORNALIERE.




L'inizio settimana si è presentato con tutta la sua veemenza ; a fine giornata le chiusure fortemente pesanti sono stati per alcuni indici le peggiori chiusure giornaliere in assoluto; per quanto concerne il Nasdaq Composite, la giornata di ieri ne rientra a pieno titolo:

*19 ottobre 1987: -11,35%
*14 aprile 2000: -9,67%
*29 settembre 2008:-9,14%
*26 ottobre 1987:- -9,01%
*20 ottobre 1987: -9%
* 1 dicembre 2008: - 8,95%
*31 agosto 1998:--8,56%
15 ottobre 2008:-8,47%
*3 aprile 2000:--7,64%
*
2 gennaio 2001: -7,23%
Non migliore la chiusura dell'SP500 come si vede dalla lista che segue con le principali 10 peggiori giornate:

*19 Ottobre 1987: -20,47%
*15 ottobre 2008:-9,03%
*1 dicembre 2008:-8,93%
*29 settembre 2008:-8,79
*26 ottobre 1987:--8,28%
*9 ottobre 2008-7,62%
*13 novembre 2008:-6,92%
*27 ottobre 1997:-6,87%
*31 agosto 1998:-6,80%
*8 gennaio 1988:-6,77%
*20 novembre 2008:-6,71%

Per quanto concerne il Dow di seguito le peggiori 10 chiusure :

* 19 ottobre 1987:-22,61%
*26 ottobre 1987:-8,04%
*28 ottobre 1929:-12,82%
*29 ottobre 1929:-11,73%
*6 novembre 1929: -9,92%
* 15 ottobre 2008: -7,87%
* 1 dicembre 2008:-7,70%
*9 ottobre2008:-7,33%
*27 ottobre 1997:-7,18%
* 17 settembre 2001:-7,13%


giovedì 23 ottobre 2008

INDICI AMERICANI: TRIANGOLI SIMMETRICI , PATTERN DI CONTINUAZIONE O DI INVERSIONE??


Nella maggior parte dei casi(circa il 75%) i triangoli simmetrici sono pattern di continuazione e solo nei restanti casi si tratta di pattern d'inversione. Sono particolarmene difficili da individuare quando sono pattern di inversione e numerose sono le false rotture. Determinante a questo proposito, soprattutto a conferma dell'analisi, è la valutazione di eventuali gap, di movimenti di prezzi particolarmente veloci ed ovviamente i volumi.

sabato 19 luglio 2008

RIMBALZANO I PRINCIPALI INDICI AMERICANI NONOSTANTE LE NOTIZIE ECONOMICHE POCO ESALTANTI.






Le vendita al dettaglio nel mese di giugno sono cresciute di un misero 0,1%(inflazione esclusa) mentre il CPI, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell'1,1%, la crescita più alta dal 2005; il settore immobiliare pur con qualche lieve miglioramento dovuto alla costruzione di case multifamiliari nel nord est, resta ancora l'anello debole della catena.
La settimana finanziaria appena conclusasi è stata positiva pr i principali indici; i rimbalzi in un mercato ribassista sono sempre violenti; probabilmente una certa valenza ha avuto l'annuncio da parte della Sec di vietare il naked short selling, cioè la vendita allo scoperto delle principali società finanziarie e delle Gses(government sponsored enterprises) cioè delle agenzie semipubbliche attive nelle erogazioni dei mutui e cioè Fannie Mae e Freddie Mac; in Italia vendere allo scoperto è un operazione facilissima ma che obbliga chi lo fa a ricorrere al prestito del titolo che si vuole appunto vendere allo scoperto, mentre in America non esistono obblighi di tale natura; chi ha intenzione di vendere allo scoperto, non è tenuto al prestito dei titoli. La natura speculativa di tali operazioni viene spesso rafforzata combinandoli con prodotti derivati. Ci si chiede se è possibile vendere qualcosa che non si possiede perchè non prevedere l'acquisto di titoli senza possederli?? Veramente al limite del ridicolo tali pratiche, una distorsione del mercato che non avrebbero mai dovute essere permesse; come sempre i provvedimenti sono parziali: perchè non vietare il naked short selling per tutti i titoli del listino??
Come anticipato in qualche post precedente, permane la forza relativa degli indici tecnologici rispetto all'indice industriale per antonomasia quale il Dow Jones ed anche rispetto all'indice più rappresentativo del mercato americano, l'SP500. Non è facile prevedere se il rimbalzo continuerà; ci sarà un nuovo minimo prima della partenza definitiva?? anche a questa domanda non ci sono risposte univoche.
Nel breve il superamento di 11575 da parte del Dow Jones Ind. , di 1280 per l'SP500, di 2325 per il Nasdaq Composite e di 1875 per il Nasda100 rappresenta un condizione necessaria per la continuazione del rimbalzo che se si dovesse fermare proprio nei pressi di questi valori, potrebbe innescare la formazione di nuovi minimi.

domenica 29 giugno 2008

DOW JONES: SULL'ORLO DI UN BEAR MARKET.




La crescita inarrestabile del prezzo del petrolio e la consapevolezza che i bilanci delle banche saranno sotto pressione ben oltre il 2008, ha portato il Dow Jones sull'orlo di un bear market. Proprio le banche sono state le protagoniste assolute in negativo dell'sp500 ; il Dow Jones ha chiuso la settimana con una perdita del 4,2%, l'Sp500 del 3% e il Nasdaq Composite del 3,8%; peggio è andato al Dow Jones Transportation che ha chiuso con una perdite del 5,5%. Dal punto di vista macroeconomico la settimana entrante attesterà ancora una volta le forti difficoltà dell'economia ; le attese sono per una perdita di 60.000 posti di lavoro e per il sesto mese consecutivo sul fronte occupazionale la situazione non mostra miglioramenti.; da inizio anno sono stati persi circa 324.000 posti di lavoro.
Dal punto di vista grafico, al disotto dei 12500, con la rottura della cloud, era ormai evidente che la fase negativa era entrata nel vivo; al momento non si vedono importanti segnali grafici tali da evidenziare un miglioramento a breve; se non ci saranno reazioni immediate , si aprirà una probabile fase durante la quale le quotazioni potranno lambire i minimi del 2006 in una sorta di trading range che vede come limite inferiore i 10800 e superiore gli 11400.
Migliore sembra la situazione dell'sp500 che è ormai a pochipunti dal minimo di marzo scorso; come più volte ribadito i listini tecnologici reggono meglio alle spinte ribassiste ed infatti il Nasdaq Composite ha ancora qualche centinaio di punti davanti prima di raggiungere i minimi di marzo scorso.

domenica 8 giugno 2008

SI ACCENTUA LA DEBOLEZZA DEGLI INDICI INDUSTRALI RISPETTO A QUELLI TECNOLOGICI.





La debolezza dell'indice Dow Jones e dell'Sp500 ha trovato ampiamente conferma nella settimana appena conclusasi; la crisi innescata dai mutui non è assolutamente finita; l'aumento dei generi alimentari e la crescita incontrollata del prezzo del petrolio, mettono a serio rischio la crescita globale e mettono a dura prova il consumatore sul versante dei consumi. Nonostante tutto, probabilmente, le vendite al dettaglio sono cresciute nel mese di maggio di uno 0,5% rispetto al calo dello 0,2% del mese precedente ; gli sconti fiscali di circa 57 miliardi di dollari stanno iniziando a dare i primi benefici, ma non è difficile ipotizzare che si tratterà di un miglioramento passeggero; si tratta di uno stimolo momentaneo che la stretta creditizia, il crollo del valore delle proprietà immobilari e un mercato del lavoro sempre più debole(persi 324.000 posti di lavoro da inizio anno), finiranno per rendere sempre meno incisivo.
Ritornando ai grafici, è del tutto evidente che la brutta chiusura di venerdì ha notevolmente accentuato la debolezza dell'indice Dow Jones portando le quotazioni al disotto della cloud e annullando del tutto le possibilità di una continuazione del rimbalzo; un po meglio va per l'indice Sp500 che è ormai prossimo a 1330, livello sotto il quale non è da escludere il test dei minimi di marzo scorso. Ancora lontano dal livello di guardia sono sia il Nasdaq100 che il Nasdaq Composite; il primo ha ancora ampio spazio di ritracciamento prima che la situazione diventi critica come l'indice industriale;sicuramente la rottura dei 1900, dove comunque si attende una prima reazione, e la definitiva rottura del livello di 1825, consentiranno di attribuire, senza timore di essere smentiti, al movimento di recupero che parte dal mese di marzo scorso , la caratteristica d un rally in un mercato orso; ne deriverebbe da ciò l'ineluttabilità di nuovi minimi.
Non molto dissimile è la situazione del Nasdaq Composite che a 2395 potrebbe vedere i compratori ritornare ma che al disotto dei 2320 vedrebbe crescere esponenzialmente la possibilità di testare i minimi di marzo scorso.

domenica 1 giugno 2008

I LISTINI TECNOLOGICI SOVRAPERFORMANO IL SETTORE INDUSTRIALE


In una settimana all'insegna del rialzo, i listini teconologici hanno dimostrato maggiore forza relativa sia rispetto all'indice dei titoli industriali sia all'indice Sp500; la sovraperformance del Nasdaq, sia Composite che 100, ormai va avanti da circa 2 mesi e il ritorno d'interesse per i titoli tecnologici lascia ben sperare per la continuazione del rialzo dei mercati; generalmente è proprio il Nasdaq che apre la strada a rialzi stabili e sufficientemente lunghi.

sabato 31 maggio 2008

SP500:LA KIJUN SEN A 1405 FERMA L'ULTERIORE APPREZZAMENTO DELL'INDICE.


La probabile onda 4 (sempre se i conteggi si rileveranno giusti) che si è venuta formando dai massimi di ottobre dell'anno scorso e i minimi di marzo di quest'anno, dovrebbe essere il normale ritracciamento della salita iniziata nel lontano 2002; nel frattempo come si vede dal grafico,sembra in formazione un testa e spalle rialzista che quantomeno avrebbe come obiettivo i massimi del mese di ottobre dell'anno scorso. La media mobile a 144 periodi aveva nei giorni scorsi fermato la corsa dell'indice che in poco più di un mese aveva recuperato più di cento punti.
Per quanto concerne gli aspetti macro economici, va sottolineato che l'attuale crisi economica, mitigata dal ruolo sempre più determinante delle economie emergenti , ha per ora evitato la recessione globale; si dà sempre più importanza alla crisi americana dimenticando che nel frattempo la Cina contribuisce alla crescita globale con una quota che supera il 15% e si appresta a superare il Giappone; per quanto concerne le economie europee, in particolare quella tedesca ed italiana , molto attive nel settore delle esportazioni hanno sofferto sicuramente in seguito al rafforzamento della moneta unica, ma anche in questo caso l'export si è indirizzato verso altri Paesi (Cina, Russia, America Latina, India etc) che hanno impedito il crollo delle loro economie; molti dubbi , tuttavia, ancora permangono circa la situazione economica mondiale; non è ancora chiaro se il rallentamento ciclico dell'economia americana si stia avvicinando alla fine e se la situazione finanziaria, legata indissolubilmente al mercato immobiliare, subirà un peggioramento o sarà destinata piano piano, dopo il massiccio intervento delle Banche Centrali, a rientrare; in attesa che questi dubbi possano alla fine essere sciolti, l'unico faro che ci consente di navigare nelle acque agitate dei mercati sono i grafici e quindi a parte tutti i catastrofismi o gli eccessi di ottimismo, non resta altro che approfondire lo studio degli stessi.

sabato 3 maggio 2008

INDICI AMERICANI: SEGNALI INCORAGGIANTI.





Warren Buffet, l'uomo più ricco al mondo e amministratore del fondo Berkshire Hathaway Inc., ha recentemente dichiarato che il peggio su Wall Street è passato anche se le difficoltà per chi ha sottoscritto un mutuo saranno ancora tante; pur con la prudenza che deve contraddistinguere chi opera sui mercati azionari, mi sembra di poter affermare che si è avuta ancora una volta, conferma che durante le fasi di scetticismo dilagante la probabilità di fare ottimi affari sale in maniera esponenziale; parafrasando in maniera alquanto minimalista le parole del famoso banchiere Rothschild secondo il quale il miglior momento per acquistare azioni è quando c'è sangue nelle strade e gli altri sono presi da sentimenti da panico, si può senza dubbio affermare che in molti casi chi segue il mercato non vuole altro che avere ragione, a costo di gravi perdite in attesa che il mercato si decida ad andare nella direzione auspicata; i nostri pregiudizi, le nostre ansie ci offrono una visione soggettiva del mercato ma in alcuni casi sicuramente meno obiettiva.
La settimana sui mercati americani si è chiusa con un guadagno dell'1.3% per il Dow Jones Ind., del 2,2% per il Nasdaq Composite e dell'1,1% per l'S&P500. Nel mese di aprile , secondo il dipartimento del lavoro l'economia ha perso 20.000 posti, in misura minore rispetto agli 80.000 previsti; la maggiore parte dei settori come il manufatturiero, le costruzioni, i trasporti e il commercio al dettaglio hanno registrato un calo di posti di lavoro; aumenti invece si sono verificati nel settore servizi, sanitario e in quello dell'istruzione; lascia un po perplessi l'aumento dei posti di lavoro nel settore dei servizi finanziari.

lunedì 21 aprile 2008

SP500: QUADRO TECNICO IN NOTEVOLE MIGLIORAMENTO.




Sarà una settimana molto impegnativa sul fronte delle trimestrali; Bank of America Corp., American Express Co., Merck & Co., McDonald's Corp., At&t, Dupont, Boeing Co, 3M Co e Microsoft Co., tutte componenti del Dow Jones Industrial, riporteranno i loro risultati di bilancio; tra gli altri big della tecnologia, che pubblicherano la trimestrale, ci sono Yahoo e ed Apple.
La settimana scorsa è stata al'insegna del rialzo generalizzato con chiusure settimanali supeiori al 4% per tutti i più important indici americani.
La situazione tecnica è sensibilmente migliorata e a prescindere da considerazioni di tipo fondamentale che da più parti mettono in guardia e che annoverano il recente recupero come una possibile trappola per tori, è possibile rilevare sull'S&p500 un testa e spalle rialzista dagli obiettivi molto ambiziosi.

giovedì 3 aprile 2008

INDICI AMERICANI: IL CONSOLIDAMENTO SUI MASSIMI APRE LA STRADA AD ULTERIORI RIALZI.


I grafici sembrano chiaramente indicare la possibilità di un proseguo della salita; consolidamento sui massimi e volumi in calo sono i principali indizi di un miglioramento del sentiment nei confronti del mercato azionario. Ulteriori conferme della bontà del movimento in atto si avrebbe con il superamento dei seguenti livelli: 12700 per il Dow Industrial, 1396 per l'SP500, 2470 per il Nasdaq Composite e 1920 per il Nasdaq 100.

sabato 29 marzo 2008

INDICI AMERICANI PROSSIMI A RESISTENZE IMPORTANTI.



Per la terza sessione consecutiva gli indici americani chiudono in negativo; nè le notizie positive dal fronte delle entrate personali, nè il calo del pezzo del petrolio, sono stati necessari ad invertire il trend settimanale ; il tentativo iniziale di portarsi in positivo è stato condizionato dal profit warning da parte di JC Penny, una catena di negozi, con vendita anche online, di prodotti per la casa.Il trimestre sta per chiudersi e finora il bilancio è sicuramente negativo con l'indice Dow in perdita dell'8%, l'SP500 del 10,4% e il Nasdaq del 14,7%. Le difficoltà dei consumatori e la critica condizione del settore bancario continuamente alle prese con rumors di difficoltà, contribuiscono ad aumentare la volatilità nel mercato. La Fed nel frattempo ha annunciato che per il mese di aprile sono previsiti più di 100 miliardi di liquidità al sistema bancario; c'è molta attesa per il piano che verrà annunciato lunedì dal dipartimento del tesoro e che dovrebbe estendere l'influenza della Fed su tutto il sistema finanziario americano, rendendola così il primo interlocutore in caso di crisi finanziaria.
Per quanto concerne l'aspetto grafico, c'è in atto un serio tentativo da parte di tutti i 4 più importanti indici(SP500,DOW INDUSTRIAL, NASDAQ COMPOSITE E 100) di reagire alla fase ribassista iniziata nel mese di ottobre dell'anno scorso; ma ora viene la parte più difficile in quanto incombe la cloud con tutte le sue prerogative di difficoltà; rimbalza subito agli occhi, la debolezza che sia il nostro indice che il dax presentano rispetto agli indici americani ed anche agli stessi indici del mercato inglese e tedesco; è ancora parecchia la distanza che li divide dalla cloud, anche se non è da escludere un riallineamento nelle prossime settimane.

domenica 16 marzo 2008

INDICI AMERICANI: IL RITRACCIAMENTO DEL 38,2% DI FIBONACCI POTREBBE ESSERE DECISIVO





I grafici allegati sono i settimanali dell'S&P500, del Nasdaq Composite e del Dow Jones Industrial; gli indici hanno ritracciato del 38,2% di fibonacci il mercato toro iniziato dai minimi del mese di ottobre del 2002. In molti casi proprio questo livello rappresenta un potenziale punto di inversione del mercato e se la discesa dovesse subire un rallentamento proprio sui valori attuali o poco sotto, non sarebbe da escludere un altra gamba rialzista che potrebbe avere come primo target i massimi di ottobre scorso( 1576). Anche la media mobile a 200 periodi(in verde) non è molto lontano dai livelli attuali e quindi, pur non sottovalutando le analisi catastrofiste che da più parti si leggono in considerazione della delicata fase congiunturale che le economie mondiali stanno attraversando, i grafici settimanali mostrano, fino a prova contraria, che ci troviamo di fronte ad una normale fase di profit taking dopo che gli indici hanno quasi raddoppiato di valore in circa 5 anni.

sabato 16 febbraio 2008

INDICI AMERICANI: LE MEDIE MOBILI PUNTANO VERSO IL BASSO.


I primi tre giorni della settimana sono stati positivi per i principali indici americani e peccato che giovedì, una giornata decisivamente negativa, circa la metà di quel gain è stato annullato; la giornata di venerdì è da considerare tutto sommato positiva e lascia ben sperare per la prossima settimana; infatti le perdite iniziali sono state quasi del tutto recuperate in finale di giornata. Le giornate da panico del 22 e 23 gennaio scorso, però, influenzano ancora l'andamento del mercato e i dubbi riguardano proprio la capacità del mercato di allontanarsi con decisione da quei minimi; la perdita di quei minimi infatti potrebbe essere l'inizio di un declino che potrebbe durare parecchi mesi e tale considerazione deriva dal fatto che, seguendo l'analisi tanto cara agli elliottiani, la recente discesa può inquadrarsi in una normale correzione in tre onde (A,B,C); nel caso di perdita di quei minimi, invece, si concretizzerebbe la possibilità di una discesa in cinque onde con conseguenze ancora più nefaste.
Gli indici sono da parecchio tempo sia al disotto della media mobile a 200 periodi che sotto quella a 50 periodi; quello che preoccupa maggiormente è l'inclinazione della media a 200 periodi in quanto ricordo ancora nel 2000 quando iniziò a puntare verso il basso e tutti ricordiamo poi cosa accadde. Proprio in base a queste considerazioni, eventuali operazioni long vanno intraprese da chi ha una propensione al rischio molto alto e nell'ambito di una strategia aggressiva; l'investitore invece che persegue una rivalutazione costante nel tempo e rifugge da operazioni aggressive ritengo faccia meglio a restare liquido.