mercoledì 16 dicembre 2009
ANALISI US DOLLAR INDEX A CURA DI ICHIMOKU CHARTS.COM DEL 15 DICEMBRE 2009.
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US DOLLAR INDEX
mercoledì 9 dicembre 2009
IL RAFFORZAMENTO DEL DOLLARO NASCONDE I TIMORI DI UN INNALZAMENTO DEI TASSI??
Nonostante gli innumerevoli tentativi di lasciare alle spalle quota 1,51 sembra che il declino del dollaro possa essere giunto alla fine; le crescenti preoccupazioni sulla situazione economica che non finisce di offrire situazioni allarmanti(vedi Dubai World e la situazione del debito greco) e il diffuso scetticismo sulle sorti del mercato azionario stanno riconsegnando al dollaro la sua funzione di moneta rifugio.
Come era prevedibile il rafforzamento del dollaro ha avuto un impatto negativo sulle azioni e sulle materie prime e se le incertezze dovessero aumentare è ovvio attendersi un ritorno al dollaro e ai titoli di stato; vanno in questa direzione le decisioni dell'agenzia internazionale Standard & Poor's di abbassare il rating sul debito della Grecia e di aver rivisto l'outlook della Spagna da stabile a negativo anche se confermando allo stesso tempo il rating AA+(mentre Moody's conferma il rating AAA e l'outlook stabile); non si escludono revisioni anche per l'America e l'Inghilterra .
Non tranquillizza poi la crisi a Dubai dove la rinegoziazione del debito potrebbe anche includere la vendita degli innumerevoli asset che l'Emirato possiede in Europa. A peggiorare la situazione c'è un’altra società statale dell’emirato di Dubai che finisce sotto pressione a causa delle difficoltà del conglomerato Dubai World a onorare i suoi debiti. Si tratta di un gruppo coperto da garanzie pubbliche: la Dubai Electricity and Water Authority, l’unica società fornitrice di servizi multiutility nell’emirato
Se l'economia dovesse poi alla fin fine rilevarsi migliore di quanto si aspetti, un dollaro forte anticiperebbe un prossimo intervento della Fed sui tassi.
Dal punto di vista tecnico , l'indice più rappresentativo del mercato americano non presenta novità di rilievo; resta ancora saldamente nel trading range 1085-1110 e complice l'avvicinarsi delle festività non è da escludere che possa continuare a restarci.
Come era prevedibile il rafforzamento del dollaro ha avuto un impatto negativo sulle azioni e sulle materie prime e se le incertezze dovessero aumentare è ovvio attendersi un ritorno al dollaro e ai titoli di stato; vanno in questa direzione le decisioni dell'agenzia internazionale Standard & Poor's di abbassare il rating sul debito della Grecia e di aver rivisto l'outlook della Spagna da stabile a negativo anche se confermando allo stesso tempo il rating AA+(mentre Moody's conferma il rating AAA e l'outlook stabile); non si escludono revisioni anche per l'America e l'Inghilterra .
Non tranquillizza poi la crisi a Dubai dove la rinegoziazione del debito potrebbe anche includere la vendita degli innumerevoli asset che l'Emirato possiede in Europa. A peggiorare la situazione c'è un’altra società statale dell’emirato di Dubai che finisce sotto pressione a causa delle difficoltà del conglomerato Dubai World a onorare i suoi debiti. Si tratta di un gruppo coperto da garanzie pubbliche: la Dubai Electricity and Water Authority, l’unica società fornitrice di servizi multiutility nell’emirato
Se l'economia dovesse poi alla fin fine rilevarsi migliore di quanto si aspetti, un dollaro forte anticiperebbe un prossimo intervento della Fed sui tassi.
Dal punto di vista tecnico , l'indice più rappresentativo del mercato americano non presenta novità di rilievo; resta ancora saldamente nel trading range 1085-1110 e complice l'avvicinarsi delle festività non è da escludere che possa continuare a restarci.
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martedì 8 dicembre 2009
WHITNEY MEREDITH RICONFERMA LA VIEW PESSIMISTA: IL GOVERNO E' A CORTO DI PROIETTILI .
"I think they're out of bullets," sono le parole testuali di Meredith Whitney, nel riconfermare la sua view pessimistica (vedi post del 17 novembre u.s.) sulle reali prospettive di recupero dell'economia. L'analista punta il dito sulle onnipresenti difficoltà di accesso al credito che mano a mano stanno ("getting kicked out of the financial system") cacciando via il consumatore dal sistema finanziario e che perdureranno anche nel 2010; le preoccupazioni sono maggiori proprio in considerazione che con i tassi vicini allo zero, le banche non stanno facendo il loro mestiere classico, e nel mese di ottobre, per il nono mese successivo, il ricorso al credito è diminuito dell'1,7% su base annua. L'analista prosegue rimarcando che le difficoltà di accesso al credito riguardano anche quei consumatori ampiamente solvibili e se si pensa che il 70% del pil è composto dalle spese dei consumatori, non c'è da essere allegri per il futuro; non sono risparmiate critiche pesanti all'amministrazione governativa quando afferma che "What's so frustrating is you have an administration that is arguing such a populist (ideology) and not appreciating all the unintended consequences that the consumer and small businesses have far less credit,"(cosa c'è di più frustante di avere un amministrazione pregna di un ideologia populista che non riesce a valutare le conseguenze indesiderate che il consumatore e le piccole imprese subiscono da minore credito).
L'analista è fermamente convinta che le cose non si mettono bene per il consumatore che dispone di sempre meno liquidità e se ogni cosa che riguarda il consumatore avrà delle conseguenze sulle aziende presenti nel SP500 allora l'indice non potrà fare a meno di essere sotto pressione ("I have 100 percent conviction that the consumer is not getting any better and there's not more liquidity," Whitney said. "So if everything touching the consumer is going to be represented in the SP500, then the SP is going to be under pressure."). L'unica soluzione valida per l'analista rimane quella che il governo dia maggiore liquidità ai consumatori ed è dell'avviso che lo stimolo fiscale sia insufficiente per stimolare la domanda.("I don't think you can cut taxes enough to stimulate demand," Whitney said. "For a 2010 prediction, which is so disturbing on so many levels to have so many Americans be kicked out of the financial system and the consequences both political and economic of that, it's a real issue. You can't get around it. This has never happened before in this country.")
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whitney meredith
STEVE GRASSO, DIRETTORE VENDITE ISTITUZIONALI STUART FRANKEL: RESTATE LUNGHI SULL'AZIONARIO.
Steve Grasso, direttore vendite di Stuart Frankel e collaboratore della CNBC, dà la sua visione in questa intervista sui possibili sviluppi del mercato; afferma che "nei commenti del presidente della Fed non ci sono commenti che possano far dedurre che la salita dell'oro possa considerarsi terminata o che il declino del dollaro sia giunto al capolinea. Aggiunge inoltre che " ci possono essere giornate durante le quali l'oro può andare incontro a pesanti sell off senza per questo segnalare la fine dell'apprezzamento dell'oro; ha aggiunto inoltre che "non solo le grandi banche e le banche centrali stanno acquistando oro ma anche gli investitori al dettaglio sono nel business dell'oro, come fondi, etf che danno una stabilità all'asset mai vista prima ; conclude dicendo che è dell'avviso che il mercato azionario si apprezzerà ancora come pure l'oro e quindi il consiglio finale è di restare lunghi sull'azionario.
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lunedì 7 dicembre 2009
INDICE SP500: DUE OUTSIDE DAY , RARI MA STATISTICAMENTE CON IMPLICAZIONI BULLISH.
Venerdì grazie ai dati sull'occupazione la forte correlazione dollaro forte -mercati azionari deboli sembrava essersi interrotta; sia il Nasdaq che l'SP500 si sono riportati sui nuovi massimi delle ultime settimane ma i venditori non sono rimasti con le mani conserte e hanno spinto gli indici al disotto dei minimi di giovedì; il nuovo massimo di giovedì ed il nuovo minimo rispetto alla giornata precedente fanno da contraltare al nuovo massimo e al nuovo minimo di venerdì: ci troviamo di fronte a due outside day che si presentano con scarsa frequenza sui grafici; statisticamente nella maggioranza dei casi questa impasse del mercato si risolve in un recupero del mercato in misura maggiore se il giorno dopo l'outside day è negativo.Vedremo se anche in quest'occasione ci sarà un evoluzione positiva del mercato; sarebbe una conferma di notevole importanza visto che gli outside day si sono verificati a contatto con le resistenze dando l'idea di un possibile buying climax.
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indice sp500
venerdì 4 dicembre 2009
DISOCCUPAZIONE AL 10% E MINOR PERDITA DI POSTI DI LAVORO DALL'INIZIO DELLA RECESSIONE.
I posti di lavoro persi nel mese di novembre sono stati appena 11.000 rispetto a previsioni di circa 130.000 unità; il tasso di disoccupazione calato al 10%, indica che probabilmente anche nel settore dell'occupazione si iniziano ad intravedere i primi segnali di miglioramento dopo che il mercato del lavoro era sprofondato a livelli peggiori a partire dalla seconda guerra mondiale.
E' interessante a questo proposito dare un occhiata al grafico di Chart of The Day che pone in prospettiva questo calo dei posti confrontando le perdite di posti di lavoro durante la recessione attuale (linea rossa continua) a quella dell'ultima recessione(linea oro tratteggiata) e alla media delle recessioni che si sono succedute a partire dal 1950 e fino al 2006(linea blu tratteggiata). Come risulta ben evidente dal grafico, le perdite di posti di lavoro che hanno caratterizzato questa fase recessiva sono circa il triplo rispetto agli altri episodi recessivi e si posizionano ai minimi della media delle recessioni del ciclo lavorativo.
I mercati hanno reagito positivamente a questi dati a cui si stenta a credere possano essere reali mentre il dollaro si è rafforzato sulle principali valute alimentando la speculazione che questi dati possano costringere la Fed ad aumentare i tassi d'interesse molto prima di quanto preventivato. La disoccupazione in crescita è fra le principali preoccupazioni dell'amministrazione del Presidente Barack Obama e dei democratici che, in mancanza di segnali di miglioramento sul versante del lavoro, temono di perdere seggi in Congresso.
I mercati hanno reagito positivamente a questi dati a cui si stenta a credere possano essere reali mentre il dollaro si è rafforzato sulle principali valute alimentando la speculazione che questi dati possano costringere la Fed ad aumentare i tassi d'interesse molto prima di quanto preventivato. La disoccupazione in crescita è fra le principali preoccupazioni dell'amministrazione del Presidente Barack Obama e dei democratici che, in mancanza di segnali di miglioramento sul versante del lavoro, temono di perdere seggi in Congresso.
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mercato del lavoro.
giovedì 3 dicembre 2009
LA FEBBRE DELL'ORO NON SI CALMA: C'E' CHI PENSA CHE POTREBBE ARRIVARE A 3000 DOLLARI FRA DUE ANNI.
In un intervista alla CNBC, David Tice, analista alla Federated Investors, conferma la sua visione positiva sull'oro affermando che chi compra oro oggi sarà molto contento fra due anni ; sottolinea, inoltre, che pur ritenendo scontata la possibilità di un ritracciamento a causa del forte e rapido apprezzamento , resta molto fiducioso per i prossimi anni. Le sue considerazioni partono dalla constatazione che i paesi emergenti hanno solo il 2,2 % di riserve in oro rispetto ad un 38% dei paesi maggiormente sviluppati; se dovessero decidere di incrementare le loro riserve al 5% allora l'oro potrebbe facilmente portarsi dai 2000 ai 2500 dollari. L'ottimismo dell'analista si spinge fino ad ipotizzare un prezzo di 3000 dollari nei prossimi due anni.
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ORO
I TENTATIVI DELLA BANCA CENTRALE GIAPPONESE DI INDEBOLIRE LO YEN SEMBRANO FUNZIONARE.
E' il terzo giorno consecutivo che lo yen si indebolisce sia contro dollaro ed euro che delle altre principali valute, e le aziende esportatrici festeggiano in borsa portando il Nikkey al quarto rally più imponente da maggio scorso; hanno pesato anche le parole del presidente della Fed che ha espresso parole di ottimismo sull'economia americana che è migliorata ,anche se modestamente ,da ottobre a metà novembre anche grazie alla maggiore propensione a spendere da parte dei consumatori.
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