giovedì 13 maggio 2010

ANALISI US DOLLAR INDEX A CURA DI ICHIMOKU CHARTS.COM

sabato 8 maggio 2010

VOLATILITA' AI MASSIMI LIVELLI DEGLI ULTIMI 13 MESI.

Le aspettative di un aumento della volatilità si sono tragicamente concretizzate e nella settimana appena conclusa il VIX  ha messo a segno un recupero del 70% portandosi al disopra dei 40 punti;  un valore superiore ai 30 punti  anticipa una fase di grande volatilità e incertezza, mentre un valore inferiore ai 20 punti una fase di calma e di volatilità limitata. Come si può osservare nel grafico comparativo accluso che sovrappone il Vix e l'indice SP500, ogni qualvolta il Vix ha superato i 40 punti, quattro volte su cinque l'indice ha perso una media del 7% nel mese successivo; ma la settimana è stata caratterizzata da molte anomalie e tra quelle più inqiuetanti rimane sicuramente lo scivolone del Dow e il quasi azzeramento di valore di alcuni titoli come Accenture che è passato da una quotazione di circa 40 dollari ad appena 0,1 cents oppure a quella di Procter & Gamble, che si è dimezzata nel lasso di pochi secondi; ovviamente tutte le contrattazioni che hanno registrato tale escursione di prezzi sono state annullate ma restano l'inquietudine e i dubbi circa la reale motivazione di tali episodi; erano notizie già ampiamente diffuse sui giornali economici che alcuni non identificati hedge funds (americani o forse asiatici) disponevano di svariati miliardi di dollari da utilizzare per creare situazioni di alta volatilità che avrebbero avuto come obiettivo principale quello di realizzare profitti  approfittando dell'incertezza e delle paure degli investitori; l'ipotesi che  ci sia la mano di speuclatori incalliti viene avvalorata anche dalla tempistica scelta e cioè dopo l'approvazione del piano economico d'emergenza in soccorso alla Grecia che secondo molti avrebbe invece dovuto rassenerare il clima generale; non è poi rassicurante che  dopo 24 ore non erano ancora chiare le ragioni di quanto accaduto il giorno prima  e che i responsabili del NYSE Euronext e del Nasdaq continuino a rimpallarsi le responsabilità;  la disposizione  che prevede uno stop di 90 secondi nell'attività di trading per i titoli colpiti da eccessi di vendite al New York Stock Exchange viene da alcuni vista come un fattore in grado di amplificare le vendite el a volatilità;  neppure immune da critiche  è l'assenza di stop al trading seguita dal Nasdaq ; molte vendite avvengono seguendo sistemi matematici che vengono applicate in maniera automatica dai computer e a quel punto il computer  interviene in cerca di  proposte di acquisto o di vendita che rischiano di affossare del tutto il mercato; sarebbe il caso che le regole venissero riviste e che episodi del genere nel più grande mercato finanziario del mondo non avvenissero più. Ciò che lascia l'amaro in bocca è l'impotenza della politica incapace di dare una risposta forte e determinata alla speculazione finanziaria; sotto tiro non sono più le aziende ma gli stati sovrani  già in gravi difficoltà per le note vicissitudini legate alla speculazione dei mutui subprime; dopo quanto avvenuto  con i mutui subprime quanto meno ci si aspettava una  risposta ferma  e decisa passando anche attraverso il fallimento di chi credendo di  essere furbescamente in grado di realizzare profitti giganteschi , non ha esitato a mandare sul lastrico migliaia di famiglie;  a questo punto  non è più accettabile che i cittadini siano chiamati a sacrifici sempre maggiori,  in molti casi  insostenibili ,per consentire ad istituzioni senza scrupoli  di arricchirsi sulla pelle di ignari lavoratori che a stento riescono ad arrivare a fine mese; è  molto meglio stroncare questa speculazione  che condannare i cittadini, in particolari quelli più deboli,  a vivere nel timore di perdere quel poco che hanno.
Passando alla situazione grafica (grafici settimanali) del nostro indice principale, rimbalza subito agli occhi quanto avvenuto nella settimana appena trascorsa; pur essendo convinto che mai come ora la prudenza sia necessaria e pur consapevole che la situazione grafica giornaliera è tragicamente compromessa ,   sul grafico settimanale non si può non notare che l'indice si è poggiato sulla Senkou span B e da lì è rimbalzato; in teoria il segnale negativo sul settimanale si avrà proprio alla rottura dei minimi di venerdì che se dovessero reggere potrebbe essere il punto di partenza di un eventuale rimbalzo;  ovviamente si tratterebbe di un rimbalzo che in condizioni di forte volatilità non sarà facile cogliere specialmente per chi non segue il mercato intraday.

domenica 2 maggio 2010

CAMBIANO I PROTAGONISTI MA LA SCENA RIMANE SEMPRE LA STESSA: DOPO I CDS TOCCA ALLE AGENZIE DI RATING E LA SPECULAZIONE DILAGA SENZA FRENI.

Fino a marzo scorso si era combattuti fra il timore che la situazione strutturale potesse peggiorare e la speranza di un  miglioramento dei fondamentali; la conferma di un miglioramento si è avuto  dalle trimestrali  che in America hanno superato del 20% le aspettative degli analisti ; a livello strutturale invece non si possono sottostimare    le note vicissitudini legate alle difficoltà della Grecia, amplificate , come oramai ripeto da mesi, dalla speculazione che per abbattere l'euro usa tutti i metodi possibili e dulcis in fundo dalle agenzie di rating che hanno declassato la solvibilità di Grecia Spagna e Portogallo; a questo riguardo è interessante il commento del direttore del Fondo monetario internazionale che ha in maniera lapidaria liquidato l'intervento delle agenzie di rating: affermando che "Non si dovrebbe credere troppo a ciò che dicono le agenzie di rating, benchè possano essere utili"; ma è indubbio che ciò che stava accadendo in Grecia è stato del tutto trascurato; infatti  dopo il downgrading da parte della Fitch del debito pubblico greco a dicembre dell'anno scorso, la commissione europea  inviò  una missione in Grecia che  scoprì che il deficit era cinque volte superiore a quanto aveva comunicato Atene; è dal mese di gennaio che l'Europa ha messo in risalto tutta la sua debolezza e ha finito per prevalere la decisione di non decidere; ma  la prospettiva di un ennesimo salasso da parte delle banche che hanno in portafoglio titoli ellenici(tra cui anche molti istituti tedeschi)  ha convinto i paesi più riottosi ad intervenire. In un quadro di tale incertezza, la borsa ha immediatamente registrato il clima di grande tensione e ha reagito  in maniera molto forte; infatti  i mercati azionari vivono molto male le incertezze e i timori di un potenziale dilagare della crisi, ha messo in ginocchio le borse del vecchio continente amplificando in alcuni casi la già endemica debolezza dei paesi più vulnerabili ; il nostro indicesi è portato al disotto dei i22300  in un unica seduta; l'indice si è lasciato alle spalle sia la media mobile a 50 che quella a 200 e siamo approdati in un territorio dove non è facile approntare una strategia chiara; è ancora una volta il caso di acquistare sulla debolezza o è il caso di restare alla finestra e per chi può, iniziare operazioni al ribasso??Tecnicamente sono ormai tre sedute che il mercato sta consolidando sui minimi e ciò farebbe presupporre che la fase negativa non è da considerarsi conclusa e una discesa sotto i minimi di mercoledì scorso potrebbe dare adito a ulteriori vendite; ritengo che in queste condizioni quanto meno siano da evitare operazioni al rialzo almeno per chi non ha la possibilità di poter seguire il mercato dall'apertura fino alla chiusura;   con l'aumento della volatilità , con sedute  nervose e movimentate, però aumentano le opportunità, per chi sa coglierle, di operazioni intraday.

lunedì 26 aprile 2010

CONTINUA LA FASE DI CONSOLIDAMENTO E RIMANIAMO SOTTO I MINIMI DI OTTOBRE SCORSO.

 Mentre il medico studia il paziente, il malato muore; questo proverbio napoletano sembra calzare bene all'attuale atteggiamento che l'Europa sta avendo nei confronti della Grecia; è da mesi che si parla di aiuti alla Grecia ma finora la situazione è lentamente peggiorata anche grazie ai Cds e altre diavolerie che tengono lontani gli investitori dai titoli di stato ellenici determinando così un aumento dei tassi che per quel paese , e probabilmente per molti altri, non è sostenibile nè nel breve e nè nel lungo termine; i decennali oramai si piazzano a un tasso vicino al 9% , un tasso da economia emergente.
Il  mercato azionario italiano in questi primi mesi del nuovo anno non ha concesso , almeno a livello di indici, grandi performance e  lo scenario di fondo resta favorevole all'investimento azionario; le ottime trimestrali stanno mettendo in secondo piano i potenziali danni all'economia che l'elevata disoccupazione potrebbe arrecare;  ma la crisi in Grecia sta avendo come conseguenza principale quello di aumentare  il divario fra i mercati azionari europei e quelli americani; solo  la Germania  riesce a mettere a segno un risultato positivo del 5%, mentre l'italia perde ancora circa il 2%, la Spagna l'8% e la Grecia quasi il 15%; oltreoceano invece il guadagno dei principali indici è ormai ampiamente sopra il 15%.
Come si vede dal grafico, il nostro indice rimane  sotto i massimi di ottobre e durante questi mesi tutti i tentativi di portarsi sopra la trendline ribassista sono falliti; chi segue il mercato quotidianamente si rende conto che è un mercato pronto a riprendersi ad ogni piccolo storno e quindi vengono privilegiate le operazioni long rispetto a quelle short. Finora i 22300 non sono stati assolutamente violati e si attende che questa gamba rialzista iniziata a febbraio e che ha consentito all'indice di posizionarsi sopra le medie a 200 e 50 periodi, possa trovare la forza di portarsi stabilmente sopra i 23400 prima e successivamente superare i 23800 , livello dal quale non si escluderebbe un superamento dei massimi di ottobre dell'anno scorso.

domenica 18 aprile 2010

HA AVUTO VITA BREVE IL SUPERAMENTO DELLA TRENDLINE RIBASSISTA.

Chiusura quasi sulla parità per i principali indici , complice le notizie provenenienti d'oltre Oceano riguardanti la Goldman Sachs accusata dalla Sec di frode per aver truffato i suoi clienti con operazioni speculative sul mercato dei mutui subprime; l'assurdo è che, secondo la Sec, la Goldman Sachs dopo aver venduto titoli   o strumenti legati a titoli del settore immobiliare ai suo clienti , era poi in prima linea nell'investire al ribasso sui medesimi  titoli; la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno  e ha fatto crollare gli indici ed in particolare il settore bancario;    questo filione d'inchiesta potrebbe allargarsi anche alle altre banche   e se la Goldman dovesse essere riconosciuta colpevole sarebbe chiamata a rimborsare più di un miliardo di dollari. Il meccanismo che avrebbe consentito alla Goldman di conseguire profitti a danno dei propri clienti riguarda i cosiddetti collateralized debt obligations meglio conosciuti come   CDO, veicoli di investimento nei quali la banca  raggruppa pacchetti di portafogli diversificati di mutui, molti dei quali cosiddetti subprime cioè concessi a mutuatari senza garanzie; dopo averli realizzati  ,tali prodotti venivano collocati sul mercato con il marchio Goldman ; in alcuni casi come l'Abacus 2007-AC1 , un prodotto costruito ad hoc per un importante Hedge fund che scommetteva sul ribasso del settore immobiliare, fu lo stesso gestore dell'Hedge fund ad indicare  i titoli che sarebbero dovuti entrare nel veicolo di investimento messo a punto dalla Goldman; lo strumento fu poi  venduto  a banche e istituzioni oltre che a clienti privati a cui fu riferito che  il portafoglio era stato creato da una terza parte indipendente. Non fu mai reso pubblico che il gestore di quel hedge fund poi  avrebbe  venduto allo scoperto i titoli rappresentativi di quel pacchetto usufruendo di un inevitabile vantaggio informativo.
Ma a prescindere delle banche, la necessità di una fase correttiva sembra scontata ; senza voler drammatizzare quanto accaduto venerdì e non essendo in grado di sapere quanto durerà la correzione e quale sarà la sua entità, è ovviamente prematuro assumere posizioni corte se si opera seguendo il trend; una giornata non crea un trend e operazioni controtrend possono essere estremamente pericolose; il nostro indice era riuscito a superare  solo due giorni prima la trendline ribassista che parte dal top del mese di ottobre dell'anno scorso, ma quel forte segnale di continuità della fase positiva è stato interrotto nell'ultima sessione della settimana; come si vede dal grafico, non è da escludere a questo punto un tentativo di rimbalzo grazie al fatto che l'indice ha trovato supporto sulla kijun sen ; se ciò non dovesse verificarsi allora è ipotizzabile un ritorno in area 22300 dove oltre alla senkou span B, passa sia la media mobile a 50 periodi che quella a 200. 
L'opinione diffusa sembra essere che molto probabilmente anche questa correzione sarà l'ennesima opportunità di acquisto.

sabato 3 aprile 2010