martedì 12 maggio 2009
BOND GENERAL MOTORS: PROSSIMA LA SCADENZA DELL'EXCHANGE OFFER
domenica 3 maggio 2009
I DATI MACRO MENO NEGATIVI DEI MESI PRECEDENTI SONO FONTE DI OTTIMISMO.




I massimi settimanali dell'Sp500 sono crescenti come pure i minimi settimanali e contemporaneamente il Nasdaq sta accellerando al rialzo: tutto ciò è inequivocabilmente bullish.
Il VIX si mantiene stabilmente sopra i minimi raggiunti a metà aprile e ciò indica che i timori non sono ancora del tutto sopiti; ma un livello continuo di apprensione è un altro elemento che va interpretato in chiave bullish.
Per gli amanti della teoria delle onde di Elliot, la discesa di marzo sotto i minimi di novembre come pure sotto i minimi del 2000-2002 ha probabilmente completato onda cinque e se ciò dovesse rivelarsi giusto, siamo alla vigilia di una nuova conta rialzista che potrebbe durare mesi se non anni e che sicuramente offrirà molte soddisfazioni.
Per quanto concerne l'SPMIB40 le giornate del 30 e del primo maggio, in un clima decisamente vacanziero, hanno formato due piccoli shooting star che potrebbero segnalare l' inizio di una fase correttiva, che come anticipato nel precedente post fino ai 18300 e al massimo fino a 17300 non rappresenterebbe assolutamente alcun elemento ostativo alla prosecuzione dell'apprezzamento del mercato.
domenica 26 aprile 2009
IL RIALZO E' ALIMENTATO DALLA SENSAZIONE CHE IL PEGGIO SIA ORMAI ALLE SPALLE.

domenica 19 aprile 2009
I LISTINI CONFERMANO IL RIALZO: QUANTO POTRA' DURARE ANCORA IL RALLY??





Siamo ormai entrati nella stagione delle trimestrali e come era ovvio attendersi, tutti gli occhi degli investitori sono puntati sui risultati delle principali banche; è con sorpresa che abbiamo accolto gli utili di Wells Fargo e Goldman Sachs; la prima con circa 3 miliardi di dollari e la seconda con poco più di 1,5 miliardi e dopo questi risultati ci viene spontanea qualche domanda: ma le banche non erano ormai ad un passo dal fallimento?? Non erano avvinti nella spirale dei mutui subprime, i mutui concessi senza garanzie se non quella dell'immobile, nell'eterna speranza che il valore degli stessi continuasse a crescere all'infinito, permettendo così di rifarsi del quasi sicuro mancato pagamento delle rate ?? Non sono sempre le stesse banche che, nella foga degli eterni utili, hanno fatto incetta di titoli che poi non potevano che rilevarsi tossici?? La risposta a questa farsa non può che ritrovarsi nel differente metodo di contabilizzazione di questi asset che è passato dal mark-to-market cioè ad una valorizzazione quotidiana a prezzi di mercato, a prezzi che presumibilmente questi asset potranno avere nel futuro; quasi una quotazione futuribile ma che falsa il vero valore degli asset finendo per evidenziare addirittura una gestione in utile; ciò che risalta in maniera incontrovertibile è la cattiva gestione che le banche hanno fatto del danaro ed è un fattore che continuerà ad ingenerare sfiducia in tutto il settore. In settimana è pure previsto il rilascio da parte del governo dei dettagli dello stress test condotto sulle principali 19 banche; il 24 aprile saranno rese note le modalità di attuazione del test e il 4 maggio prossimo saranno resi noti i risultati del test anche se non è chiara la mole di informazioni che saranno rese pubbliche.
La settimana che inizia vedrà il 28% delle società dell'indice SP500 rilasciare le trimestrali, cioè circa 140 aziende pubblicheranno i risultati del primo trimestre ; di circa il 10% che ha già provveduto a farlo, risalta il calo di circa il 38% degli utili rispetto ad un anno fa. Fra i titoli più importanti che si apprestano al rilascio della trimestrale ricordo Amd, Apple, American Express, Bank of America, Caterpillar, Coca-Cola, Ibm, Morgan Stanley, Microsoft e Yahoo.
Per quanto concerne il nostro indice SPMIB40, troverà sicuramente resistenza sui massimi di febbraio scorso a circa 18750 e non è da escludere che su questi livelli si possa dar luogo ad una fase di consolidamento che consentiraà di scaricare l'ipercomprato che oramai si è creato su tutti i titoli del listino; le caratteristiche di quel consolidamento ci daranno maggiori informazioni circa la possibilità di una continuazione dell'apprezzamento dell'indice e dei titoli che lo rappresentano.
domenica 29 marzo 2009
L'OUTLOOK SULL'AZIONARIO E' MIGLIORATO.





Per quanto concerne la possibilità di una correzione non bisogna dimenticare che spesso lo scetticismo durante i rimbalzi non fa altro che alimentare gli acquisiti e ritengo che non sia da escludere per l'indice SPMIB40 il raggiungimento nei prossimi giorni del livello posto a 17500; questo livello rappresenta la parte bassa della cloud (la Senkou span A) e quindi un livello di sicura resistenza mentre la parte superiore (la Senkou span B) è posta al momento a circa 18500.
domenica 22 marzo 2009
IL RIMBALZO E' ACCOMPAGNATO DA VOLUMI IN CRESCITA.




domenica 15 marzo 2009
IL RIMBALZO ATTESO INTERROMPE LO STILLICIDIO QUOTIDIANO DELLE QUOTAZIONI.

L'ipotesi più plausibile sembra al momento il raggiungimento dei 16000 punti per il nostro indice SpMIB40; e sarà su quei livelli che il mercato poi sarà chiamato responsabilmente , senza perdere di vista i dati macroeconomici, a valutare la necessità di una continuazione del rimbalzo che, nell'ipotesi migliore, nelle prossime settimane potrebbe evolversi in un ampio trading range con valori estremi posti fra 14000 e 18800.
domenica 8 marzo 2009
IL RISCHIO DI UN FORTE RIMBALZO SEMBRA MAGGIORE DI QUELLO DI UN FORTE ULTERIORE CROLLO.




Più che la quantificazione della percentuale di discesa che il mercato è destinato a fare, l'attenzione da parte degli investitori e in particolare da parte di chi è riuscito a passare indenne questa fase drammatica ricorrendo ai titoli di stato o alla liquidità, è tesa a carpire i segnali di possibile inversione del mercato per poter quanto meno beneficiare del rimbalzo che , nonostante il forte ipervenduto, non accenna per ora a concretizzarsi. E' facilmente comprensibile che il fondo non si toccherà fino a quando i titoli finanziari non inizieranno a partecipare in maniera compatta ai rimbalzi e fino a quando non ci sarà un declino costante delle cattive notizie macro; il calo continuo sta decisamente portando su livelli interessanti molti titoli e per chi non ha optato per un piano d'accumulo in Etf, è arrivato il momento di guardarsi intorno per prendere in considerazione la possibilità di un entrata sul mercato azionario , ovviamente con una parte modesta del proprio capitale. Sembra essere ormai giunti ad un punto dove il rischio di un forte rimbalzo sia maggiore rispetto a quello di un forte crollo.
martedì 3 marzo 2009
SP500: DECISIVA LA TENUTA DEI 700 PUNTI. IL VIX SEMBREREBBE ANTICIPARE UN BEAR MARKET RALLY .


In simili condizioni di incertezza per il futuro e disaffezione per il mercato azionario, e con l'indice SP500 al disotto dei minimi di ottobre e novembre del 2008, ci si aspetterebbe che l'indice VIX si portasse su nuovi massimi determinando di conseguenza un aumento del costo delle opzioni per poter proteggere i propri asset; ma stranamente tutto ciò non si sta verificando e il VIX rimane in trading range nell'ambito di un rettangolo di consolidamento e addirittura circa 30 punti al disotto dei massimi dell'anno scorso. Non è facile comprendere la motivazione e le eventuali conseguenze che ne possono derivare, da tale circostanza; probabilmente le motivazioni sono molteplici; ma la prima valutazione che si potrebbe fare è che il mercato dia per scontato che le quotazioni dovranno inesorabilmente ridimensionarsi ; ma pur non essendo eccessivamente oneroso(o almeno costi di meno rispetto ad ottobre e novembre scorso) coprirsi tramite l'acquisto di put o la vendita di call, gli investitori non ritengono urgente la necessità di attuare una politica di copertura dei propri asset in quanto, anche in virtù del forte ipervenduto, ritengono molto probabile la possibilità di un rimbalzo e a quel punto i costi sostenuti per la copertura sarebbero decisamente mal spesi. Da qui deriva la conclusione che, in caso di tenuta del forte supporto a 700 dell'indice SP500, il mercato possa dar vita ad un periodo di consolidamento a cui segua un interessante bear market rally. E' chiaramente condivisibile l'opinione che ci si trovi di fronte ad una crisi eccezionalemente grave; proprio in considerazione di questo fatto, ogni tipo di analisi diventa ancora più complicata; l'unica certezza in fasi di mercato come questa, è salvaguardare il proprio capitale ; proprio in quest'ottica ho ritenuto opportuno nell'ultimo anno e mezzo non procedere all'analisi delle azioni per evitare che con l'aggravarsi della crisi, si potesse essere continuamente ostaggio degli stop loss; era evidente che l'economia si sarebbe avviata verso una fase di forte crisi anche se le dimensioni della stessa non erano del tutto immaginabili.
domenica 1 marzo 2009
S&P500: NEGLI ULTIMI DUE MESI PERDE IL 21%.



Banche, intermediari finanziari ed assicurazioni erano il settore più grande ed importante dell'indice S&P500 e ne rappresentavano, a partire dal 2002 fino ad aprile 2008, circa il 22% ; dai massimi del febbraio 2007 , l'indice settoriale dei finanziari ha perso circa il 78%, finendo ormai a rappresentare poco meno del 10% dell'indice SP500; nel solo 2008, il settore finanziario è crollato del 57%, un record storico dopo che le banche hanno registrato perdite che hanno superato di gran lunga i 1000 miliardi di dollari; basti solo ricordare che Citigroup e Bank of America, hanno perso più del 90% rispetto ai loro valori massimi e che Goldmann Sachs e Morgan Stanley hanno lasciato sul terreno più del 60%.
Il settore finanziario divenne l'industria più importante dell'indice SP500 nel febbraio 2002, sorpassando così il settore tecnologico, in seguito al crollo dell'indice tecnologico dopo i famosi massimi a 1527,46 del marzo 2000. Le industrie di computer e di software rappresentavano poco più del 34% dell'indice S&P500 e ora sono di nuovo il gruppo più grande rappresentandone circa il 17% ; le azioni del settore bancario misero a segno un rialzo del 22% nel 2006 ed ora hanno il minor peso relativo a partire dall'ottobre 1992.
Il nuovo anno non ha portato grosse novità e addirittura l'indice chiude i due primi mesi con una perdita superiore al 20%; siamo ai minimi degli ultimi 12 anni con una perdita, rispetto ai massimi storici,di circa il 50% ; senza dubbio perdite così importanti e con un livello di forte ipervenduto lasciano presagire che , prima o poi, il mercato possa correggere il persistente e continuo ridimensionamento e da più parti sta iniziando a diffondersi un certo ottimismo a favore di una fase positiva. Pur potendo sottoscrivere l'avvio di un imminente fase interlocutoria, preludio di una fase che corregga la forte discesa, resta determinante per l'indice S&P500 la tenuta della fascia compresa fra 680 e 650; al disotto di essa. la fiducia nel mercato azionario rischierebbe di essere definitivamente compromessa.